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LUCCA
In queste città, dove gli antichi ranghi di potenza militare, di splendore delle arti, di costume e tradizioni che non tanto hanno lasciato percorribili rovine o tabernacoli imbalsamati da fotografare, quanto piuttosto il senso profondo di una civiltà che possiede risorse per proseguire nel proprio sviluppo, ci si deve recare senza l'ansia spasmodica di ricercarvi il monumento da vedere a tutti i costi. Perché non lo si troverà o per lo meno non nelle forme attese e consuete. Di Lucca queste cose si favoleggiano: di quello che essa non manifesta rispetto ad altre città più note ai baedeker e che la rende remota e inappetita dalle brame dei lanzichenecchi del turismo. Per conoscere Lucca si deve seguire la guida invisibile di quel genio giocoso attraverso il magico reticolo delle sue strade e lo spalancarsi di certi suoi silenzi notturni negli slarghi sorvegliati dai palazzi antichi, e scoprire le sue chiese sorprendenti, incistate nei muri delle vie o, inattese dietro il girar di una cantonata, troneggianti nel mezzo di una piazza che a malapena le contiene, e soggiacere alla pacifica maestà delle Mura, da ogni parte le si guardi e comunque le si percorra. Questo altro di Lucca si racconta nel mondo: che la sua chiave non sta nei manuali, bensì nell'andare vagando a ricomporre i brani nascosti nella sua civiltà, non solo nell'architettura e nelle arti figurative, non solo nella lettura dell'opus urbanistico, ma anche nel quotidiano naturale della gente che ci vive e ci lavora. E tra le pagine di questo testo al visitatore non arrogante e frettoloso piacerà il culto discreto del commercio e del "tener bottega", che trova a Lucca una Mecca, poco levantina per la verità perché qui il gusto per il "banco" non è apparentato con la contrattazione, ma si sposa con il garbo del porgere la mercanzia con orgoglio e senza imboniture; in questo il lucchese è bravo per antico ingegno sia che tratti stoffe, profumi, argenti o granaglie e salumi; e ha fatto scuola. In particolare la città storicamente disegnata dal commercio, ma ancor più la sua radicata tradizione nell'esercizio dell'arte di "tener bottega" svolgono una funzione primaria nella conservazione della sua immagine; l'autorità e l'apprezzamento di questa immagine, la sua rarità, sono elementi eccezionali cui vale la pena di prestare attenzione, così come la si presta ai grandi temi della cultura del territorio che costituiscono il patrimonio di una civiltà. E di tutto questo essere fieri. da "Lucca Invita" a cura della Camera di Commercio di Lucca LA GARFAGNANA
La Garfagnana è una grande isola verde (Garfagnana = grande selva). Coperta da grandi boschi di castagni, querce, abeti, e faggi, è ricchissima di acque, come testimoniano gli invasi artificiali che vi sono stati costruiti. Il principale è sicuramente il lago di Vagli, da cui ogni dieci anni, in occasione degli svuotamenti, riemerge il paese di Fabbriche di Careggine, avvenimento che richiama migliaia di turisti da tutta Italia e dallestero. Autentico gioiello incastonato in una delle più belle valli della Garfagnana è il lago di Isola Santa. Al cospetto del gigante delle Apuane, il Monte Pisanino, si trova il lago di Gramolazzo Con le sue ricchezze naturali, la sua gastronomia basata su prodotti locali, la vicinanza a grandi e rinomati centri culturali (Lucca, Pisa, Firenze) ed alle spiagge della Versilia, la Garfagnana offre al turista loccasione di una vacanza davvero diversa e rilassante. |

