| Volterra,
oggi, è una cittadina ancora incontaminata
dal ritmo vertiginoso della vita contemporanea e
chi giunge sul colle volterrano ha subito l'impressione
di trovarsi davanti ad una città particolare,
dove si ha la sensazione di vivere nell'antico,
fra le strette viuzze di un borgo medioevale, fra
mestieri che affondano le radici in un passato etrusco.
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Con il suo aspetto prevalentemente medioevale,
essa conserva abbondanti reperti del periodo etrusco,
come la Porta all'Arco del sec. IV, l'Acropoli,
la cinta muraria ancora visibile in alcune zone
della città.
La presenza romana a Volterra è documentata
dagli importanti resti del Teatro di Vallebona,
di età augustea, da edifici termali e da
una grande cisterna d'acqua.
L'aspetto medioevale della città non solo
è evidente nel tracciato urbano, ma emerge
soprattutto nei palazzi, nelle case-torri e nelle
chiese.
Oltre ai monumenti e alle numerose testimonianze
di arte e di storia, Volterra offre la visione
del dolce paesaggio collinare che la circonda,
interrotto ad ovest bruscamente dallo spettacolo
selvaggio e impressionante delle Balze. Il fenomeno
erosivo ha determinato, la distruzione delle più
antiche necropoli etrusche e italiche, delle più
antiche chiese cristiane e la rovina della Badia
Camaldolese del sec. Xl.
DA
NON PERDERE A VOLTERRA
Il Palazzo dei Priori, del sec.
XIII, il Palazzo Pretorio, con la torre merlata
detta del Porcellino, i due gruppi di Torri dei
Buonparenti e dei Bonaguidi, le casetorri Toscano,
la Cattedrale del sec. XII, che conserva nel suo
interno opere del periodo medioevale e rinascimentale,
il Battistero, antica costruzione del sec. XIII
a filari di pietra volterrana, la conventuale
chiesa di San Francesco con l'attigua cappella
della Croce di giorno, affrescata da Cenni di
Francesco nel 1410, la chiesa di San Michele "in
foro" dalla facciata pisana nonché
la chiesa di S. Alessandro.
Fortezza
Medicea
La civiltà Rinascimentale interessa Volterra
in maniera notevole, ma senza alterarne l'atmosfera
medioevale. Basti far cenno al Palazzo Minucci-Solaini,
meravigliosamente inserito tra le case torri medioevali,
il Palazzo Incontri Viti, che ospita nel suo cortile
l'elegante teatro ottocentesco Persio Flacco,
al Palazzo Inghirami, al Palazzo Ruggieri, al
complesso conventuale di San Girolamo con le terracotte
robbiane, nonché alla Fortezza Medicea
che, emergente sull'aggregato medioevale, è
inizio e conclusione del contesto urbano.Volterra,
infine, possiede tre musei di notevole interesse
storico-artistico. Il Museo Guarnacci è
uno dei più importanti musei d'ltalia per
l'abbondante patrimonio etrusco-romano.
La Pinacoteca e il Museo Civico conserva pregevoli
tavole di scuola senese e fiorentina, tra cui
la "Deposizione della Croce" del Rosso
Fiorentino.
Il Museo dell'Opera del Duomo, infine è
di notevole importanza non solo per l'abbondanza
e la varietà del materiale tessile, ma
soprattutto per le oreficerie, gli antifonari
miniati e per le sculture trecentesche di scuola
senese.
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STORIA
DI VOLTERRA
Edificata
su un dorsale collinoso, fra le valli dell'Era e del
Cecina, cinta da una doppia cortina di mura, l'etrusca
e la medioevale, Volterra, in provincia di Pisa, è
uno dei centri più importanti della Toscana,
sia per la presenza di monumenti che attestano le civiltà
che si sono succedute nel corso di trenta secoli, sia
per la lavorazione dell'alabastro toscano i cui manufatti
costituiscono oggi uno dei più tipici e tradizionali
prodotti dell'artigianato italiano. Abitata fin dal
periodo neolitico, la città conosce il periodo
della cultura villanoviana sulla quale fiorisce nel
sec. Vlll la civiltà degli Etruschi.
Divenuta una delle dodici lucumonie della nazione etrusca,
alla metà del lll sec. a. C. è assoggettata
da Roma di cui diventa un ragguardevole municipio. Sorto
il Cristianesimo, Volterra segue ben presto la nuova
fede e alla caduta dell'Impero Romano (479 d. C.) si
trova già sede di vescovado a capo di una vastissima
diocesi.
Dopo la dominazione barbarica e la signoria vescovile
si afferma il libero comune, il quale formula i propri
statuti fin dalla prima metà del sec. Xll.
La sua autonomia non fu però di lunga durata.
Libera della potenza del vescovo-conte e della signoria
dei Belforti (1361 ) essa dovette lottare contro la
politica egemonica di Firenze. Aperti tentativi di ribellione
(1429) accorgimenti di sopportazione, di compromesso
e di apparente amicizia servirono solo a ritardare la
definitiva soggezione a Firenze, che avvenne nel 1472
per la questione delle cave di allume del territorio
volterrano.
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